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A SPASSO PER MOSTRE...

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Un week end visitando mostre è sempre consigliato. Immergersi nella bellezza delle opere d'arte e sognare davanti a queste. Dopo aver partecipato sabato pomeriggio all'inaugurazione della splendida mostra di fotografia allo Spazio Gerra ieri ho fatto un viaggio tra i capolavori della Belle Epoque di Toulouse Lautrec. Vi anticipo già che tutto sommato la mostra è abbastanza deludente in quanto su tre sale allestite solo una fa da cornice ai capolavori dell'artista francese. Disegni e manifesti dell'artista che ovviamente rappresentano le pubblicità dei locali di punta a Parigi a quell'epoca ma l'arte di Toulouse Lautrec non è solo questa, sono anche dipinti di bordelli, prostitute e ballerine. Ricordiamo che l'artista ha vissuto una vita molto travagliata: storpio, con il suo inseparabile bastone e proprio nei bordelli o nei locali notturni trovava la sua ragione di vita e trovava l'ispirazione per le sue fantastiche opere. Ma di questi lavori in pratica ...

La scoperta di un fotografo

Il suo nome fino ad un mese fa non mi diceva nulla: François Halard. Le sue foto esposte nella splendida cornice dei Chiostri di San Pietro mi hanno subito affascinato. Scorci di Capri, forse uno dei posti più strepitosi al mondo e piccoli dettagli di interni e arredamenti di case di artisti. Chi potrebbe pensare che da una semplice abitazione possa venir fuori una foto artistica e suggestiva? Come tante volte accade quello che tutti i giorni hai sotto gli occhi ti passa inosservato e non lo consideri invece forse è proprio a partire da queste particolari che ne viene un capolavoro. Purtroppo i Chiostri sono un ambiente non ristrutturato dove in una giornata piovosa come oggi l'acqua entra dalle finestre provvisorie allagando i locali del piano superiore ma alcune foto di Halard bisogna guardarle in un angolatura particolare: statue che sono fissate nei suoi scatti sembra di osservarle veramente, sono le statue del porticato dei Chiostri. Muri pieni di frasi fanno da corredo ai tan...

Un giorno particolare...con Ligabue!

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Martedì 22 marzo...sì un giorno particolare. A tavola a due posti da me Luciano Ligabue. Non una cosa che accade tutti i giorni. Per altro un cantante che mi è sempre piaciuto molto, con il suo stile rock, sia della sua musica che del suo personaggio. La sala gremita di giornalisti di tutte le testate nazionali...iniziano a bombardarlo di domande sul maxiconcerto del 16 luglio: Campovolo 2.0. I testi delle sue canzoni credo che dicano tante verità sulla vita. E soprattutto noi reggiani possiamo conoscere i luoghi e le abitudini che descrive in tanti brani. Beh dopo la classica conferenza stampa inizia il pranzo e lì a due sedie dalla mia si siede Ligabue con il suo piatto di tortelli verdi davanti e alza il bicchiere di lambrusco per brindare con i pochi giornalisti rimasti. E inizia a parlare di tutto dalla guerra alla sua posizione sui talent show (dove forse non si è espresso troppo visto che proprio davanti a lui siedevano due giornalisti spesso ospiti ad Amici) per arrivare infine...

UN'ESPERIENZA SI CHIUDE...

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Mio nonno Purtroppo è finita la mostra dedicata a mio nonno...un consenso che mai mi sarei aspettata...quasi 500 persone il giorno dell'inaugurazione. Si conclude nel migliore dei modi questa esperienza e oggi è un pò triste impacchettare le opere e togliere tutto. Tre belle settimane dove si è potuto conoscere persone nuove, soprattutto persone amanti dell'arte. Spero che ben presto ci possa essere un'altra occasione per poter esporre questi lavori realizzati 60 anni fa ma sempre estremamente attuali, per troppo tempo sono rimasti "nascosti" tra le mura di casa dove non potevano essere ammirati. Un grazie di cuore a tutti quelli che, anche solo per sbirciare, hanno voluto osservare e apprezzare le opere.

UNA MOSTRA PER MIO NONNO

Volevo informare tutti che sarei molto contenta della presenza di tutti i miei amici sabato 19 febbraio a Palazzo Casotti in occasione dell'inaugurazione della mostra sull'artista Uberto Zannoni, che oltre ad essere stato un'importante ceramista e pittore, è mio nonno. E' la prima volta che Reggio gli dedica uno spazio espositivo, ci saranno più di 40 opere esposte distribuite nelle tre sale della mostra. Sarà un giorno significativo per me e spero che la città possa rendere omaggio a questa persona che ha dedicato la sua vita all'arte e alla cultura. Comunque ve lo ricorderò anche prossimamente... Intanto grazie!

Intervista ad un grande artista...

Intanto pubblico qui un'intervista che ho realizzato io ad un grande artista: Vasco Ascolini. In un momento in cui è scoppiata la moda della fotografia, soprattutto a Reggio dopo le varie mostre di Fotografia Europea, ho voluto rendere omaggio ad un grande fotografo reggiano e soprattutto ascoltando le sue parole si capisce come anche la fotografia sia una vera e propria arte non alla portata di tutti. Chiedendo ad Ascolini come è nata la sua grande passione per la fotografia, lui spiega “Ho iniziato a lavorare come impiegato amministrativo all’Istituto d’Arte “G. Chierici” di Reggio e lì mi sono ritrovato in un mondo a me sconosciuto: il mondo dell’arte. Avevo il desiderio di cimentarmi anche io in un qualcosa di artistico, ma fin da subito capii che le mia manualità non mi poteva portare da nessuna parte, così, su suggerimento di un docente della scuola, mi feci prestare una macchina fotografica, una vecchia Voigtlander Vito B e iniziai a fare i primi scatti. Decisi così di parte...

"TUTTO SU MIA MADRE": IL FILM DIVENTA UNO SPETTACOLO TEATRALE

Dal 9 al 14 novembre sul palcoscenico del Regio di Parma andrà in scena lo spettacolo "Tutto su mia madre" tratto dal film di Pedro Almodovar, con il testo di Samuel Adamson e la regia di Leo Muscato. Uno spettacolo, a mio parere, piuttosto interessante per i temi estremamente attuali che tratta: malattia, droga, aids e del classico binomio amore e morte, eros/thanatos, ma si parla anche di maternità, paternità, omosessualità, uomini che diventano donne e padri che diventano madri. Oserei dire temi molto comuni della società odierna. Lo spettacolo riprende solo in parte la trama del film del 1999 del regista spagnolo che inizia con un bellissimo rapporto tra la madre Manuela e il figlio Esteban; c'è, poi, un padre assente, ma sempre presente nei pensieri del figlio , che è alla continua ricerca di un'identità. La narrazione teatrale è quasi onirica, filtrata dai pensieri di Esteban e da quegli appunti che non smette mai di scrivere sul suo taccuino, appunti su un test...