di Monica Baldi Fotografie, libri e fiori che parlano e profumano di mare. Non so...ma forse tutti noi abbiamo avuto un momento nella nostra vita in cui ci siamo ritrovati davanti alla grande distesa di acqua blu e abbiamo iniziato a meditare...o forse sognare. Ricordi fanciulleschi o sogni...il mare induce a sognare. Ma si può sognare anche dietro il mare, al di qua, dove ci sono le cabine tutte belle colorate in fila che per un attimo ti impediscono di vederlo...il mare. Nelle mie fotografie il mare si vede raramente perchè la maggior parte delle volte la mia attenzione si posa proprio su queste belle cabine colorate che popolane le spiagge della Riviera Adriatica. E ti diverti a guardarle...saltando da uno stabilimento all'altro cambiano continuamente di colore e di tonalità. E così prima ancora di conoscere la storia di questo libro sono stata attratta dalla sua bella copertina con tante cabine colorate che mi ricordano molto i miei scatti....
Reggio tra sogno e realtà. Ebbene si nelle opere dell’artista reggiano Franco Fajeti ci ritroviamo a passeggiare per le strade del centro storico di Reggio Emilia ma sicuramente non ritroviamo edifici o strade così come nella realtà. Come scrive lo stesso artista “Questo è un luogo dove tutto appare travisato, come ad impedirne la riconoscibilità.” I vicoli stretti, le chiese, le piazze che immaginiamo gremite di gente che si reca al mercato, per noi che abbiamo da sempre abitato in città sono quadri che fanno suscitare antiche memorie o ricordi. Uno scorcio di Piazza Fontanesi attraversando Via della Croce Bianca con i tavolini dei bar all’aperto per arrivare a Piazza San Prospero dove si intravedono i tendoni delle bancarelle del mercato e la Chiesa sullo sfondo che fa da padrona fino a giungere alla Porta di Via Roma dove in primo piano vediamo una vecchia insegna di un ristorante. E poi le mille Chiese che con i loro campanili sovrastano l’intera città e da quasi ogni angolo ...
Paesaggi, marine, campi fioriti, giardini, la pittura di Carlo Mezzi mette in grande risalto la forza della natura. Carlo Mezzi, artista parmigiano, classe 1938, dal momento stesso in cui ha iniziato a dipingere ha sempre seguito un’unica corrente, quella impressionista, quella corrente che sebbene non sia nata in un luogo preciso, la sua esistenza è impensabile senza il contesto della cultura francese. La nostra mente ci porta indietro nel tempo, tra il 1800 e il 1900 quando Monet, Manet, Degas, Renoir si ritrovavano nei loro atelier, nei caffè o proprio nella campagna francese dove dipingevano dal vivo i paesaggi della Provenza o del Nord della Francia. Dal vivo sì, perché dipingevano en plein air, ispirandosi ai paesaggisti della scuola di Barbizon. E così Carlo Mezzi segue fedelmente questi grandi artisti del passato, è lui stesso a raccontare “quando giro per le colline di Parma o quando viaggio, a volte vedo degli scorci o delle vedute che mi ispirano in modo particolare, ...
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